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Visto da lontanoPaolo ne approfitta per fare un po' di musica
26/01/2007

Da che mondo è mondo i genoani non sono certo scevri di “pessimismo e fastidio”, e Paolo ne ha ben donde a dichiararsi genoano puro. Polemico all’eccesso, si rilassa con la sua tastiera, ricordando i bei tempi quando la domenica pomeriggio si gustava i colpi di testa del ceco, e la sera prima divertiva gli avventori del piano bar di turno.

 


Il primo ricordo di Genoa:

Metà degli anni’70, erano i tempi in cui si pubblicizzava la partita di Marassi con i manifesti attacchinati ai muri della città, e venne quindi il giorno che mio fratello maggiore decise di portarmi allo stadio, in programma Genoa-Perugia, mi sembra due a zero, gol di Ghetti, questo me lo ricordo bene, perchè, tra l’altro, quell’anno fu l’unica figurina mancante del mio album. Come se fosse ora rammento la mia esultanza al momento della rete, un involontario calcio ben assestato nella schiena del malcapitato signore davanti, e conseguente sgridata del mio fratellone.

La partita più bella:

Penso che piangere per una partita di calcio sia un po’ troppo forse, considerando ciò che ci circonda quotidianamente, specialmente in quello che si considera il Bel Paese, tuttavia la vittoria con l’Oviedo e il leggendario boato uditosi fino a Sampierdarena, mi provocò qualcosa di più che un nodo alla gola ed un paio di occhi lucidi.

Il giocatore:

Crederci o no, mia zia di Arenzano affittava l’appartamento a Tomas Skuhravy, tra l’altro mio coetaneo; in quegli anni ho avuto la possibilità di conoscerlo e, benchè non abbia la presunzione di considerarlo mio vecchio amico, ebbi la possibilità di passare qualche momento con lui. Un ragazzo semplicissimo, bestia rara in un mondo di giocatori presuntuosi strapagati. Qualche giorno prima della celeberrima Genoa-Juventus che sancì in sostanza la nostra partecipazione  UEFA a discapito dei bianconeri, lo vidi preoccupato come non mai, davanti alla sua pinta di birra, in attesa di quel match, che lui considerava a rischio. Invece poi…

Come vivi la tua genoanità quotidiana:

Ho fatto la tessera del Barça, grandi match, 70-80mila spettatori di media, ma ogni santa volta che entro allo stadio rimpiango l’atmosfera deliziosa e grottesca dei cani malati del Ferraris, sempre lì sempre presenti, nonostante le vicissitudini.
Cerco di essere genoano anche nel mio lavoro. Anni fa si presentò a colloquio un ragazzo, ed io dovevo valutarne le qualità per assumerlo nella mia azienda; tutto bene, giovane preparato, ambizioso, buon curriculum, finchè non ha voluto rivelarmi la sua grande passione per l’insulsa squadra S, ed insisteva pure…niente da fare...respinto!!!! Godo.

Genoadomani:

“Ahi Genoani, uomini diversi d'ogne costume e pien d'ogne magagna, perché non siete voi del mondo spersi?” Scomodando il Poeta sono da tempo convinto che questo sia il pensiero ricorrente nella testa dei benpensanti della Lega, o fra i crudeli assertori della famigerata business-“fusione”. Indi  riporto una frase ascoltata anni fa durante una di quelle (forse inutili) riunioni del tifo organizzato anti-Dalla Costa alla Sala Chiamata: “Finchè ci sarà anche un solo genoano su questa terra…”

il rimasto

 



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