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i quaderniIL CASO SARDI - SANTAMARIA (7)
16/12/2015

 

Professionista perché del Genoa?

Diamo posto poi a due lettere, una del sig. Corrado Lies di Genova e l’altra del dottor Luigi Carrer di Milano. In esse però vengono tratteggiate altre questioni, sulle quali non possiamo pronunciarci per mancanza di dati. Il dott. Carrer poi allarga l’orizzonte buio e minaccioso e lo fa gravare di nuove nubi, accusando apertamente. Noi sentiamo in tutto ciò la necessità impellente di chiamare presto gli appassionati ed i sostenitori della vita attiva del football a raccolta e di discutere con fermezza e serenità in questo periodo di crisi, il nuovo ordinamento che deve reggere e correggere la tumultuosa ed esuberante attività calcistica. E nelle assemblee si dica tutto e si passi su tutto pur di raggiungere lo scopo che è nobile ed atteso.

 

 


“Dal momento che in merito all’affare Fresia avete ricevuto lettere a josa, spero che potrete ancora digerire la mia. Vorrei fare alcuni rilievi su “La parola al prof. Lai della Doria”, articolo da voi pubblicato nel numero odierno.

Premette il sig. Lai di non essere stato mosso da ostilità ma dal solo desiderio di epurare il foot-ball dal professionismo, e fin qui plaudo a lui. Aggiunge il prelodato signore che la decisione è stata presa soltanto per convinzione; e qui la questione si fa spinosa. Si potrebbe ancora accettare questa ardita innovazione se presa da persone estranee alla Federazione, ma presa da persone assai direttamente interessate, la cosa è perlomeno antipatica. Mi è capitato andando in pallone e chiudendo gli occhi, di credermi già a 500 metri  dalla terra mentre ne ero appena a 50, e così ai signori Consiglieri Federali poteva benissimo sembrare di essere con il loro pallone Fresia a 1000 metri al di sopra di ogni interesse della propria Società mentre un ultimo filo li teneva ancora avvinti a terra. Io non faccio insinuazioni, alla buona fede dei sigg. Consiglieri Federali rendo il massimo omaggio, ma l’ardita inattesa innovazione del giudizio a convinzione, unito all’affrettata decisione senza sentire né Fresia né Genoa Club, può ingenerare il dubbio che la Federazione abbia più voluto che dovuto prendere il grave deliberato, e questo nello stesso interesse della Federazione assolutamente non va.

E’ da supporsi che al prof. Lai la fregola dell’ epuramento non sia venuta solo dopo il passaggio di Fresia al Genoa Club. Ergo, il prof. Lai sa ed è convinto che Fresia quale socio della Doria era dilettante. Ora, come mai di uno che gli ha dato prove personali palpabili di essere dilettante, per il solo fatto che è passato nel Genoa si convince ex abrupto che è professionista?

Mi accorgo che continuando verrei a conclusioni, glissons et n’appujons pas, dicono i cugini d’oltre Alpe, per cui abbiatevi tanti saluti”




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