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il Grifone in campoÀ bout de souffle
27/02/2017




GENOA C.F.C.               1
(49’ II t. Ntcham)

BOLOGNA F.B.             1
(12’ II t. Viviani, su punizione)


Giornata non rigida, allietata dal sole la cui ombra divide proprio a metà il campo quando le squadre entrano per schierarsi.
Il Bologna veste un tutt’unico giallo tipo fosforescente. Ormai le compagini in trasferta travestono i propri colori con divise della massima visibilità. A quando l’apparizione di maglie elettricamente luminescenti?
Pubblico scarso ma non assente.
Formazioni annunciate da altoparlante in modo civile come una volta.
Battono l’inizio i gialli, verso la Sud.

La partita svela presto il suo andamento. Il Genoa pone la maggior attenzione alla difesa. Il Bologna ha una prevalenza nel palleggio e nella manovra centrale.



Quanto alla difesa del Genoa, ne restiamo alquanto confortati. Vero è che non so come il Bologna nel primo tempo sia riuscito a non segnare in un paio di occasioni, tuttavia nel complesso la nostra difesa ha avuto somiglianza con quella di qualche mese fa.

Quanto alla mediana, ho avuto l’impressione che organizzare il gioco sia compito troppo grande per Cataldi, che ha perso chiaramente il confronto con Viviani. Buone cose ha fatto a tratti Hiljemark ed efficienti sono stati i laterali in azioni offensive, Lazovič e un Laxalt in miglioramento.

Dell’attacco, Pinilla ha mancato tutti i colpi buoni vicino alla porta; Simeone ha fatto importanti discese nel secondo tempo.

Dopo l’inizio riflessivo, il Genoa nel primo tempo ha equilibrato la partita e allora dalle gradinate è stato possibile sentire di nuovo il vecchio grido: Genoa Genoa, come era una volta; senza canti, poiché era assente il nucleo di cantori della Nord, dava un brivido niente affatto inferiore.

Così sospinto, il Genoa ha condotto diverse belle azioni sulle ali e ha battuto diversi corner. Due ottimi tiri in porta vengono ribattuti da difensori. Se non che al 36’ uno sciagurato alleggerimento laterale forse di Burdisso in area di rigore ha confezonato un servizio a un avversario libero che ci ha lasciato tutti in apnea. Ma non hanno segnato, e all’intervallo siamo andati sullo 0-0.

La ripresa vede il Genoa partire alla grande, sotto il nome di Simeone, il quale al 2’ se ne vola solo ma quando cerca di scartare il portiere Mirante sulla sinistra questi, in uscita, è lesto e preciso nel bloccargli la palla; e poi al 4’ per poco non riesce a filtrare in un’azione ficcante. Ma il Bologna reagisce.

All’11’ la svolta della partita: in un contrattacco originato in area difensiva bolognese sfruttando un contatto forse falloso, Džemaili arriva presso la nostra area e viene contrato da Cataldi: calcio di punizione e ammonizione. Mi crederete se vi dico che io vedevo già il gol come sicuro? Si capiva dalla calma e accuratezza con cui Viviani collocava il pallone a terra e disponeva i compagni, anche in barriera, e invece da parte nostra c’era la paura e Lamanna incertamente piazzato. Basta: per Viviani è sembrato persin facile. Bologna in vantaggio. Ancora gol su punizione, questa volta diretta.

Il pubblico genoano zittisce, si sentono cantare i bolognesi dal gabbione.

Il Genoa avrà a favore a sua volta una punizione simile, ma anche in questo Cataldi manifesta la sua inferiorità rispetto a Viviani: la calcia malamente alta.

Al 24’ Masina riprende una respinta di Lamanna davanti alla porta ma non controlla il rimbalzo e manda fuori da due passi.

Da questo momento è soltanto il Genoa che attacca e al 30’ una nuova fuga di Simeone lanciato verso la porta è troncata con un netto fallo da Torosidis, che viene giustamente espulso: pur con un altro difensore che stava arrivando, Simeoni aveva possibilità di tirare dall’interno dell’area.

Segue una fase di grande pressione del Genoa in superiorità. Due o tre volte in mischia serrata la palla viene calciata e ribattuta vicino alla linea, in modo quasi incredibile non entra mai. Un ottimo tiro di Taarabt rasoterra esce di poco. Un paio di tiri ravvicinati vanno alti. Qualche colpo di testa anche o va a lato. Sono momenti sofferti, di enorme passione.

Entra in campo correndo Nciam: ci sono ancora da giocare soltanto la metà dei 5’ di ricupero. Appena entrato gli capita fuori area di rigore un pallone da tirare: lo scaglia alto di 20 metri!, quasi a tetto della gradinata sud. Ne tocca un secondo, poco fuori area: un piccolo traccheggio e quasi da fermo fa partire la miracolosa fucilata improvvisa e imprendibile alta e angolata che ci regala il pareggio.

Genoa, sei tu ! Sei così ! Siamo così ! Bella la sofferenza !

E’ come essere riusciti a risalire in sella, dopo una caduta tragica.

La strada l’abbiamo davanti.



Vittorio Riccadonna



GENOA :
Lamanna; Izzo, Burdisso (cap.), Muñoz (44’ II t. Morosini); Lazovič, Hiljemark (47’ II t. Ntcham), Cataldi, Rigoni (31' II t. Taarabt), Laxalt; Simeone, Pinilla.
BOLOGNA : Mirante (cap.); Krafth (19' II t. Mbaye), Oikonomou, Torosidis, Masina; Taider, Viviani; Verdi (31' II t. Helander), Džemaili, Krejci (37' II t. Rizzo); Petkovic.
Arbitro : G. Rocchi da Firenze
Espulso : 30’ II t. Torosidis
Ammoniti : Oikonomou, Cataldi





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