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dalla redazioneIl caso Cogoleto
14/09/2017




In alcuni libri gialli di quelli che stimolano l’applicazione delle deduzioni logiche, il protagonista dell’indagine a un certo punto scrive un elenco di fatti della vicenda, o osservazioni, anche apparentemente trascurabili, attraverso i quali, confrontandoli e mettendoli accanto in un determinato ordine, si arriva con sicurezza alla soluzione, cioè a identificare l’assassino.

Il titolo del presente pezzo, che state leggendo, è infatti sullo stile invariabile di tutti i titoli dei libri gialli firmati S.S. Van Dine: “Il caso X”.

Col riferimento alla trattativa Genoa in corso, troviamo il Caso Cogoleto.

Ecco i fatti, almeno per quanto è dato di sapere e fu detto in Assemblea.
Il Presidente Enrico Preziosi maturò un grande progetto: la creazione di un “Villaggio Genoa” su un’altura presso Cogoleto. Senza dubbio un’impresa molto importante, proiettata verso il futuro, che fece ottimo onore alle sue intenzoni. Obiettivo è una serie di campi di allenamento, foresteria, sede, spazi per diporto, eccetera, similmente a quelli di varie società maggiori.




L’impresa fu realizzata parzialmente: fu acquistato dal Genoa un vasto terreno e un altrettanto gande spazio fu preso in affitto per la durata di 99 anni.
Dopo di che, purtroppo i lavori non poterono partire: principalmente per una crisi finanziaria, anche per difficoltà col Comune a proposito della strada.
Pertanto resta viva e attuale una questione importantissima che aspetta una necessaria soluzione: o si procede, o si rinuncia e si rivende il terreno.

Passiamo a oggi.

Una società finanziaria aspira ad acquistare il Genoa. Le due persone che la rappresentano sono arrivate ad anticipare il nome di Eranio quale collegamento con i giuocatori; hanno promesso di estinguere il debito di 60 milioni con l’erario, cosa facile per delle banche, in quanto la cosa non si sposterebbe, non essendosi parlato di donazione; e nient’altro riguardo al futuro, che io sappia.
Nello stesso tempo si addentrano in un’analisi al massimo dettaglio dei beni sociali, dando dichiaratamente ad essa grande importanza.
Tra le carte da verificare esisterà il terreno di Cogoleto, ma nessuna traccia di interessamento o programmazione risulta a questo proposito. Eppure si tratta di un problema, questo sì, di ... capitale importanza.
Si sa - ci venne detto - che queste persone hanno alle spalle potentissimi gruppi capitalisti, intenzionati a investire.
Quale conclusione trarrebbe Philo Vance, il raffinato aristocratico personaggio di Van Dine?
Da acuto detective, dedurrebbe che il gruppo che tratta con Preziosi ha scopi semplicemente commerciali: comprare al minimo prezzo per poi vendere.
Da parte nostra, anche presumendo una possibile loro permanenza di facciata alla guida del Genoa, c'è da pensare che la soluzione dell'appassionante Caso Cogoleto, finora sotto silenzio, spetterebbe ad altri.

Dunque le garanzie per il futuro, che correttamente pretende Enrico Preziosi, riposano su altra sponda, per ora sconosciuta.

Il che non significa, naturalmente, che non esistano.



Vittorio Riccadonna




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"Il caso Cogoleto" | 1 commento
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Stai visualizzando i commenti del giorno 17/09/2017


Cogoleto
di RABAX il 17/09/2017 12.06
http://RABAX

Le ultime informazioni ricevute su Cogoleto sono che nello Staff del Genoa sarebbe nel frattempo entrato l'ex assessore regionale dello Sport, il Genoano Rossi, con il compito di definire la questione che sarebbe piuttosto intricata in quanto qualcuno avrebbe nel frattempo scoperto che il terreno interessato sarebbe soggetto a vincoli per cui non sarebbe addirittura edificabile.
Se vero sarebbe un discreto pasticcio frutto di leggerezza e pressapochismo.
La vendo come mi è stata venduta, sta di fatto che sinora effettivamente tante parole, ma pochi fatti.
Speriamo che nel futuro, o con Preziosi sempre in sella o con i nuovi, qualcosa si muova finalmente ed in senso costruttivo.
Il problema sollevato da Vittorio forse è un po' diverso, ma se vera, questa intricata situazione potrebbe, forse, essere una delle questioni da dirimere anche in sede di trattativa per cui, almeno da parte mia, ho difficoltà a dare un qualsiasi tipo di giudizio.





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