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dalla redazioneNon chiamateli soci
18/01/2018




Campo del Genoa – così era pei nostri padri.

Fortunae rota volvitur.

Diranno i nostri discendenti: c’era una volta il Campo del Genoa.

Disse ieri Presidente Preziosi: siamo due mondi diversi.

Dice oggi Presidente Preziosi: siamo due mondi diversi ma ci siamo costretti.

Un campo di proprietà comune è innaturale, è cosa abominevole.
Ma Comune di Genova vuole vendere. Sampdoria U.C. è all’acquisto. Impossibile opporsi.




Quando i dirigenti del Genoa intorno al 1930 cedettero lo stadio al Comune (attraverso una società immobiliare) non immaginarono che la lontana Sampierdarenese e la scomparsa Andrea Doria (che provvisoriamente fuse sotto il nome di Dominante, godevano del moderno Stadio Littorio a Cornigliano) finita una funesta guerra sarebbero state accolte a metter piede a Marassi, nel campionato rabberciato del 1946, e una delle tre squadre una settimana sì e una no vi giocava di sabato.

Non possiamo più tornare al passato. Il terreno una volta calcato da Guillermo Stabile non potremo più chiamarlo “il campo del Genoa”, diventerà anche il loro e gestito, come si suol dire, “in società”.

Sarà forse proposto un nuovo nome.

Ricomparirà forse l’idea della fusione.

Io questo non lo vedrò.

Ma voi, vi prego, non chiamateli soci.



Vittorio Riccadonna





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