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Due chiacchiere con Michele Sbravati [versione stampabile Pagina Stampabile]



Facciamo due chiacchiere con Michele Sbravati, responsabile del Settore Giovanile del Genoa CFC durante il derby in famiglia nelle semifinali che vede impegnate le formazioni di Lucido e Bianchi; qual è il bilancio del Genoa in questa sedicesima edizione del Torneo J. Spensley?

“Una bella soddisfazione per le nostre due squadre, in particolar modo è motivo di orgoglio che la squadra ‘96 sia riuscita ad arrivare fino alle semifinali.” Un Torneo che dimostra anche quest’anno buon livello. “Sì, quest’anno ci sono state alcune novità interessanti come l’AIK Stoccolma, si tratta di ottime squadre che portano a Genova anche diverse culture del lavoro sul campo; si allenano in modo diverso rispetto a noi, anche gli inglesi hanno delle abitudini diverse, basti pensare al defaticante dopo la partita: abbiamo potuto conoscere differenti tipologie di allenamento.”  Abbiamo anche potuto ammirare giocatori interessanti. “Sì, devo dire che mi hanno molto colpito il centravanti francese Wraim, il difensore inglese Toye e Almgren, l’attaccante svedese che ha segnato contro di noi nei quarti di finale.”

Una bella vetrina per tutti e un modo di testare le squadre all’avvio della nuova stagione alle porte… “Lo Spensley è una di quelle manifestazioni che permettono ai nostri ragazzi di crescere e migliorare,” ci spiega Michele, “Oggi ad esempio la soddisfazione più grande per lo staff è di vedere che quelli che giocavano pochi anni fa lo Spensley trovano spazio fra i giocatori che oggi lottano per le fasi finali del campionato degli allievi nazionali; questo ci dà la sensazione di portare avanti da ormai cinque anni una buona gestione delle risorse, partendo proprio dall’attività di base con i più piccoli. È importante fare bene allo Spensley, sarebbe un buon risultato sportivo e ne guadagneremmo sotto il profilo dell’immagine della Società: la valorizzazione dei giovani è un aspetto troppo importante.”

Un buon punto di partenza sarebbe alzare la Coppa Piccardo come nel 2005, anche se non sarà facile contro gli inglesi del Southend, un altro bel gioiello calcistico di organizzazione e cultura sportiva.

  

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